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  • 1974

    Camomilla Italia è un fashion brand contemporaneo dallo stile tutto italiano nato agli inizi degli anni’70 dall’intuizione di un gruppo di imprenditori.
    Il marchio Camomilla Italia fa i suoi primi passi evidenziando fin da subito la sua vocazione sia per l’abbigliamento sia per il retail.
    Camomilla Italia, di proprietà della C.M.T. Compagnia Manifatture Tessili Srl, lancia la sua prima linea di abbigliamento donna ed inaugura le sue prime boutique monomarca.
    Creatività e qualità delle collezioni diventano da subito gli elementi distintivi del marchio, che in poco tempo riesce a catturare l’attenzione del pubblico femminile diventando un riferimento nel mondo dell’everyday wear.

    1989

    Taglio di un primo importante traguardo: 50 punti vendita!
    Gli store Camomilla si concentrano per la maggior parte nell’area del Sud-Italia, permettendo una prima diffusione del marchio, riconosciuto come prodotto di stile dal prezzo accessibile.
    Nasce anche la Camomilla card, la carta di credito a circuito internazionale gestita in collaborazione con la Findomestic Banca S.p.A.
    Camomilla Italia è uno dei primi marchi ad offrire alla proprie clienti un servizio che va oltre la classica concezione di fidelity card. Il programma loyalty consente al brand di istaurare un rapporto diretto con le sue clienti per le quali l’experience d’acquisto diventa l’accesso ad una serie di servizi esclusivi.

    1997

    Un’ulteriore svolta per il brand è il  Dames Glijbaan Op Glitter Keten Lint Platte Sandaal Slipper Slipper Wit Glanzend
     Camomilla Italia.
    Il Know-how acquisito negli anni, il riscontro positivo del mercato e l’esigenza di rispondere ad una domanda sempre più ampia, spingono l’azienda ad entrare nel mondo franchising, affiancando alla gestione diretta degli store quella in partnership.
    Lo sviluppo della rete si rivela un elemento essenziale per consolidare il marchio dove è già presente e a consentirne la diffusione in nuove aree.
    Il marchio Camomilla lancia anche la sua linea di accessori che riscuote successo in poco tempo e va a completare l’offerta dell’abbigliamento. La nuova linea funzionale e dall’alto contenuto fashion arricchisce il total look Camomilla Italia.

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     »  Chi siamo  » La storia del Palazzo

    La prima pietra del palazzo fu gettata all’alba del 6 agosto 1489 per volere di Filippo Strozzi. Non conosciamo il nome dell’architetto che realizzò il progetto: sappiamo che sia Benedetto da Maiano che Giuliano da Sangallo fornirono un modello. Il cantiere fu poi affidato a Simone del Pollaiolo detto “il Cronaca”.
    Filippo Strozzi morì prima che il palazzo fosse ultimato, e furono i suoi figli ad abitarlo per primi intorno al 1505.
    Dopo un lungo periodo in cui la famiglia Strozzi visse soprattutto a Roma, il palazzo rinacque a nuovo splendore nella seconda metà dell’800, prima con la principessa Antonietta e poi con il principe Piero, che tra il 1886 e l’89 fece ristrutturare l’edificio dall’architetto Pietro Berti.

    Palazzo Strozzi rappresenta l’esempio perfetto dell’ideale dimora signorile del Rinascimento e nel complesso appare, secondo volontà dello stesso Filippo Strozzi, come una piccola fortezza nel cuore della città.
    Fu volontariamente costruito di grandezza superiore a Palazzo Medici dal quale copiò la forma cubica sviluppata su tre piani, divisi ognuno da cornici lineari, attorno ad un cortile centrale. Una delle sue caratteristiche principali è la fedeltà con cui i canoni dell’architettura quattrocentesca sono stati rispettati nella realizzazione della facciata: simmetrica e lineare, in bugnato di pietra che si presenta massiccio al piano terra e nei piani superiori degrada fino a divenire quasi liscio.

    Su tre lati, in via Tornabuoni, in piazza Strozzi, e in via Strozzi, si aprono gli imponenti portali di ingresso, circondati da finestre rettangolari. Lungo i due piani superiori corrono due ordini di finestre a bifora il cui arco reca all’interno lo stemma della famiglia Strozzi. L’imponente cornicione aggettante con le sue decorazioni è sostenuto da grosse mensole. Completano l’esterno le splendide torcere, i porta bandiera e gli anelli per i cavalli forgiati da Niccolò di Nofri detto il Caparra su modello di Benedetto da Maiano.

    All’interno, il pregevole cortile realizzato dal Cronaca è circondato su tutti e quattro i lati da archi che poggiano su colonne dai capitelli corinzi.
    Al piano terra è possibile inoltre osservare gli splendidi ambienti della Sala Ferri.
    Al secondo piano, in corrispondenza del cortile si affaccia un loggiato sulle cui colonne poggiano capriate lignee.

    Nel piano nobile si possono percorrere gli ampi saloni con eleganti finestre a bifora e monumentali caminetti, frutto di un accurato intervento di restauro volto al recupero di questa originaria e suggestiva dimora quattrocentesca.

    Il palazzo rimase proprietà della famiglia Strozzi fino al 1937, anno in cui fu acquistato dall’Istituto Nazionale delle Assicurazioni, e successivamente ceduto allo Stato nel 1999, che lo ha dato in concessione al Comune di Firenze.

    Dalla Seconda Guerra Mondiale Palazzo Strozzi è stato considerato lo spazio più importante a Firenze per le grandi mostre temporanee, tra cui  La collezione Peggy Guggenheim  (1949),  Gustav Klimt  (1992),  La natura morta italiana  (2003),  Botticelli e Filippino Lippi  (che è stata la mostra più visitata in Italia nel 2004),  Leon Battista Alberti  (2006) e  Cézanne a Firenze  (che è stata la mostra più visitata in Italia nel 2007).

    Nell’aprile 2006 la Città di Firenze, la Provincia, la Camera di Commercio e un’Associazione di partner privati, si sono uniti per creare una società pubblico-privata per gestire e valorizzare al meglio Palazzo Strozzi.
    Il Consiglio di Amministrazione è attualmente presieduto da Matteo Del Fante, AD di Terna S.p.A.

    Dal luglio 2006 la Fondazione Palazzo Strozzi ha avuto la possibilità di creare un ricco e innovativo programma di mostre, eventi e attività negli spazi di Palazzo Strozzi, quali il piano nobile, la Strozzina e il cortile.
    Per realizzare questo programma di mostre, eventi e attività, il Consiglio si avvale delle linee guida di un Consiglio di Indirizzo, formato da specialisti provenienti da alcune delle maggiori istituzioni mondiali.

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